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	<title>Blog Personale di Henri Olama, Formatore, Scrittore e Musicista</title>
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	<description>Ieri, oggi e domani in una pagina</description>
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		<title>I nuovi significati della parola &#8220;straniero&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olama</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[lo straniero]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Straniero]]></category>

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		<description><![CDATA[Non credo che la parola “straniero” avrà mai nuovi significati rispetto a quelli già acquisiti nella nostra società. Credo che la figura dello straniero, soggetto debole per eccellenza, sia funzionale alla società che lo accoglie: A volte può essere accolto bene laddove la terra di accoglienza ha sviluppato buone politiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.henriolama.com/wp-content/uploads/2012/01/no_razzismo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30" title="no_razzismo" src="http://www.henriolama.com/wp-content/uploads/2012/01/no_razzismo.jpg" alt="" width="530" height="390" /></a></p>
<p>Non credo che la parola “straniero” avrà mai nuovi significati rispetto a quelli già acquisiti nella nostra società. Credo che la figura dello straniero, soggetto debole per eccellenza, sia funzionale alla società che lo accoglie: A volte può essere accolto bene laddove la terra di accoglienza ha sviluppato buone politiche di integrazione ed è proiettata verso il futuro, altre volte può essere percepito come elemento dissonante, bersaglio di facili strumentalizzazioni in società chiuse e conservatrici.</p>
<p>Forse sarà lo straniero stesso a &#8220;liberarsi&#8221; dalla scomoda posizione in qui si trova spesso. Lo potrà fare se assumerà pienamente il proprio destino o meglio le proprie responsabilità, se saprà sfruttare tutte quelle opportunità che una società democratica mette a disposizione di tutti, anche quando sembra malata di razzismo.</p>
<p>Se chi è o si sente straniero vivrà con più intensità e responsabilità il senso di cittadinanza, senza rinunciare alle proprie risorse tradizionali, allora diventerà un protagonista a tutti gli effetti e la società d&#8217;accoglienza non potrà che prenderne atto. Integrarsi in una nuova società non significa che si debba per forza rinunciare alle proprie radici culturali.</p>
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		<title>Fare un passo indietro è sempre meglio nella vita</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 12:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olama</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Bidelli]]></category>
		<category><![CDATA[maleducazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[un passo indietro]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi è questo scemo che disturba le attività didattiche? Queste parole mi sono state rivolte da un bidello precario di una scuola superiore. Ma a riportarmi l’episodio sono stati gli stessi ragazzi con i quali stavo conducendo un laboratorio teatrale affidatomi dal’Istituto. Gli alunni sono una quarantina, la motivazione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.henriolama.com/wp-content/uploads/2012/01/cartelloscuse.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-20" title="chiedo scusa" src="http://www.henriolama.com/wp-content/uploads/2012/01/cartelloscuse.jpg" alt="" width="500" height="356" /></a></p>
<p>Chi è questo scemo che disturba le attività didattiche?</p>
<p>Queste parole mi sono state rivolte da un bidello precario di una scuola superiore. Ma a riportarmi l’episodio sono stati gli stessi ragazzi con i quali stavo conducendo un laboratorio teatrale affidatomi dal’Istituto.</p>
<p>Gli alunni sono una quarantina, la motivazione è molto alta e non ci metto molto ad avviare il laboratorio, suddividendo i giovani corsisti in tre gruppi. Il primo composto da ballerini e coreografi, il secondo da scenografi, il terzo dagli attori veri e propri.</p>
<p>Proprio mentre provando quest’ultimo gruppo, piomba nell’aula uno dei bidelli che ci chiede di non disturbare l’attività didattica.</p>
<p>-          Non si preoccupi è tutto a posto. Siamo stati mandati qui nel sotterraneo per la natura creativa e un po&#8217; chiassosa di quest’attività.</p>
<p>Non appena il bidello esce i ragazzi che nel frattempo stavano preparando una scena fuori dall’aula entrano precipitosamente dicendo:</p>
<p>-          Ma l’ha insultato, l’ha trattato di scemo!</p>
<p>-          Chi mi ha insultato? Chiedo esterrefatto</p>
<p>-          Il bidello l’ha insultato! Urlano i ragazzi molti dei quali quindicenni.</p>
<p>A questo punto vado dai bidelli per chiedere spiegazioni sull’accaduto e per capire il motivo dell’insulto rivolto a me, ma mi rivolgo alla persona sbagliata.</p>
<p>-          No! Io non c’entro dice il bidello</p>
<p>L’altro (il vero colpevole):</p>
<p>-          Noi certe cose non le diciamo e poi per quale motivo lei deve credere ai ragazzi? Sono solo dei bugiardi</p>
<p>-          Che gli alunni siano dei bugiardi non ci credo. Comunque scriverò una nota per il preside sull’accaduto. E’ inaccettabile che uno che svolge il proprio lavoro venga insultato davanti ai ragazzi! Ed ora lasciatemi lavorare. Concludo seccamente.</p>
<p>A laboratorio concluso, mentre sto rimettendo al loro poste le sedie, proprio come i bidelli mi avevano raccomandato prima della lezione, entra uno dei protagonisti. Quello a cui mi ero rivolto pensando che fosse stato lui ad insultarmi.</p>
<p>-          Le chiedo scusa&#8230;i ragazzi mi hanno detto che era stato il suo collega ad insultarmi</p>
<p>-          Guarda dott. Olama, infatti non sono stato io, è stato il mio collega. Ho già avuto modo di parlare con lui e di censurare il suo atteggiamento. Le chiedo cortesemente di non scrivere la nota. Lui è un precario e oggi è il suo primo giorno di lavoro in questa scuola.</p>
<p>-          Ok ma chiami il collega per chiarire l’accaduto.</p>
<p>Arriva il collega dall’insulto facile ed è già sulla difensiva:</p>
<p>-          Guarda che io non ho detto niente. Anzi ciò che detto non era rivolto a lei.</p>
<p>-          A me non interessano i discorsi. Pretendo un passo indietro ossia il riconoscere l’errore. Solo a questa condizione posso metterci una pietra sopra.</p>
<p>-          Va bene, l’ho detto e mi dispiace.</p>
<p>L’episodio si conclude con strette di mano e promessa di non informare la direzione della scuola. In realtà non avrei scritto nessuna nota per il preside. Ero già contento dei ragazzi del mio corso di teatro che erano rimasti scioccati dall’offesa gratuita ed erano intervenuti per porvi rimedio.</p>
<p>Meglio 40 ragazzi vaccinato contro l’ignoranza e la maleducazione che un adulto cafone.</p>
<p>Sono convinto che il bidello ci penserà due volte prima di rivolgere altre insulti a persone che stano soltanto facendo il loro lavoro.</p>
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		<title>Il ritorno al paese natale</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 19:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olama</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Camerun]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mbalmayo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ritorno in Camerun dopo quasi 12 anni in Italia è stato un evento carico di emozioni. Non avevo idea di come avrei ritrovato fratelli, cugini, nipotini e genitori che non vedevo ormai da anni, anche se non abbiamo mai smesso di sentirci per telefono. La visita durata appena due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.henriolama.com/wp-content/uploads/2012/01/DSC0562.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12" title="Vita quotidiana a Mbalmayo - Camerun" src="http://www.henriolama.com/wp-content/uploads/2012/01/DSC0562.jpg" alt="" width="640" height="425" /></a></p>
<p>Il ritorno in Camerun dopo quasi 12 anni in Italia è stato un evento carico di emozioni. Non avevo idea di come avrei ritrovato fratelli, cugini, nipotini e genitori che non vedevo ormai da anni, anche se non abbiamo mai smesso di sentirci per telefono.</p>
<p>La visita durata appena due settimane è stato anche un percorre senza tregua luoghi che non vedevo da anni. Ho ritrovato un Camerun più frenetico e inquinato, ma capace di stare sempre in piedi.</p>
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