Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Gennaio 25, 2019 Attualità no responses # , , , ,

Quando un papà muore…

Quando un papà muore…

Addio caro papà…mi è difficile pensare che tu non ci sia più. Lasci un vuoto profondo in tutti noi, ma anche tanta ricchezza, perché eri soprattutto un grande maestro…
Tra i valori che mi hai insegnato ci sono:
– la perseveranza e la capacità di pensare che ogni problema possa essere sempre risolto. Quando facevo 5 chilometri a piedi da Tiga a Ngomedzap, ai tempi della scuola media, mi inspiravi forza e coraggio. Tu e la mamma eravate lontani, con altri fratelli al villaggio, ma la vostra presenza era…costante vicino a me
– Il rispetto per la mamma e per ogni donna. Tu eri un po’ il saggio, il razionale, l’uomo delle soluzioni che non tradisce mai, mentre la mamma ci metteva fantasia, positività e creatività.
– lo studio e la passione di insegnare. Nonostante il magro salario da insegnante della Scuola Cattolica di Akongo, tu e la mamma avete fatto andare a scuola 10 figli e figlie! Tra questi, 4 insegnanti, mestieri che hai esercitato con passione insegnandoci ad amarlo.
– la pazienza e il silenzio: a casa nostra si chiedevano le cose una volta e tu registravi la richiesta senza dire una sola parola. Poi passava un giorno, magari due e a volte anche una settimana, poi arrivava la risposta o l’oggetto richiesto.
– Sei stata il fotografo del villaggio quando eri più giovane e poi adoravi cantare. Ti abbiamo rubato anche queste tue passioni.
Caro papà che ci hai lasciato oggi ad 85 anni, quasi ad un anno esatto della scomparsa della mamma che di anni ne aveva 79, ci mancherete tanto, ma siete stati talmente importanti nella nostra vita da sembrare sempre e comunque vivi.

Gennaio 7, 2019 Attualità no responses # , , , , ,

Incontri e scontri interculturali al supermercato

Incontri e scontri interculturali al supermercato

Sono appena tornato dal lavoro e come avviene quasi sempre, prima di tornare a casa, faccio una sbirciatina al supermercato per acquistare qualcosa di sfizioso da cucinare alla velocità della luce.

Al supermercato non ci metto molto a reperire i tre prodotti che mi assillano da quando mi sono alzato questa mattina alle 6.15.

Ed eccomi alla cassa. Davanti a me una giovane signora, apparentemente una badante, accompagnata da un signore che ha almeno 80 anni. I due hanno praticamente svuotato il supermercato.

Mentre la cassiera, sempre relax e professionale continua a scansionare i prodotti, la coda si allunga a dismisura.

Anche io, nonostante la fame che mi attanaglia lo stomaco, aspetto con pazienza che si liberi una porzione di spazio sul nastro scorrevole e appena c’è un po’ di spazio metto un divisore.

A questo punto arrivano due ragazzi senegalesi che occupano con una certa nonchalance lo spazio che mi sono meritato stando pazientemente in coda.

Con un mezzo sorriso li invito a restituirmi il maltolto e loro lo fanno senza alcuna polemica.

Nel frattempo la scansione dei prodotti dell’anziano e della badante si è conclusa.

-100 euro, dice la cassiera

L’anziano che sembra non aver sentito la voce assai squillante della cassiera viene un po’ redarguito dalla ragazza che ha un accento dell’Est:

-Hai sentito? 105 euro!

Finalmente l’anziano esce dal suo torpore e sfila dalla giacca tre biglietti, due da 50 euro e uno da 10.

Forse la cassiera avrebbe dovuto consegnargli a mano il resto (5 euro in moneta) e invece ha depositato le monete nello spazio vicino allo scanner.

Ora dovrebbe toccare a me, ma il recupero dei soldi dura un’eternità e quando il simpatico vecchietto completa il “durissimo” compito, si ferma lì e non si sposta.

-Con un sacchetto per cortesia

La cassiera mi da il sacchetto e inizia a passare i miei prodotti.

Colpo di scena!

Appena recupero i miei preziosi ravioli, l’anziano mi blocca la mano guardandomi con aria di sfida:

-Questo non è tuo! E’ mio!

Fortunatamente la badante che assiste alla scena interviene:

-Non sono nostri…ormai abbiamo messo via la nostra spesa…

Il simpatico anziano mi rivolge sentite scuse e io, per smorzare la tensione aggiungo sorridendo:

-Lei voleva fregare i miei ravioli!

Risata generale finale che coinvolge una badante dell’Est, due ragazzi senegalesi, un camerunese, due Italiani (la cassiera e l’anziano)