Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Febbraio 17, 2019 Attualità no responses # ,

Il mio padre…

Il mio padre…

Dopo la colonizzazione tedesca che prese fine alla conclusione della prima guerra mondiale, il Camerun verrà affidato ai Francesi e agli Inglesi non più come una colonia, ma come un paese da avviare all’indipendenza (con il mandato dell’allora Società delle Nazioni). Le cose non andranno proprio così…I francesi continueranno a sfruttare il paese nella totale indifferenza della comunità internazionaleComunque durante quel periodo e dopo l’indipendenza che avverrà finalmente il 1° gennaio 1960, molti camerunesi si danno da fare per far crescere il nuovo stato. Tra questi c’è anche il mio padre, Antoine Olama scomparso recentemente…

Ecco alcuni suoi incarichi:

Maestro delle scuole cattoliche nella diocesi di Mbalmayo

• Entrata in servizio: 1 ottobre 1952

• Luoghi principale di lavoro: Missione cattolica di Akongo, Scuola cattolica di Nkol Maria.

• Fondazione di diverse scuole cattoliche diventate oggi scuole pubbliche:

– Scuola cattolica di Ekon

– Scuola cattolica di Mbeng – Scuola cattolica di Mengueme Nord

• Pensione nel 1992 dopo 40 anni di servizioAltre occupazioni:

• Fotografo e giornalista locale alla rivista francese “La Redoute”

• Agricoltore (Cacao)

Febbraio 7, 2019 Attualità no responses # , , , , , , ,

Quando la vita altrui non ha più un valore…

Quando la vita altrui non ha più un valore…

Tra i tanti, troppi fatti di cronaca di questi giorni, mi hanno colpito i seguenti:

  • La tragica scomparsa di Stefania Crotti attirata in trappola con un falso biglietto scritto dall’ex amante del marito che poi l’ha uccisa barbaramente
  • Il bimbo massacrato e ucciso di botte a Cardito (Napoli) dal patrigno, per futili motivi. Peppe aveva solo 7 anni. Si è poi venuti a saper che il povero bambino era stato lasciato agonizzante per ore sul divano, prima di morire…Orrore senza fine.
  • La vicenda del clochard marocchino di Zevio (Verona) bruciato vivo per noia in auto da due ragazzi, tutti poi assolti inspiegabilmente dal giudice.
  • Gli spari e il ferimento di Manuel Bortuzzo da parte di Lorenzo Marinelli, 24 anni, e Daniel Bazzano, 25 anni. Nel confessare il loro reato, i due criminali che qualcuno chiama balordi, chiedono scusa dicendo che hanno sparato alla persona sbagliata. Strana giustificazione: hanno forse il diritto di sparare a chi vogliono?

Di tutte queste vicende, quella del clochard è assai emblematica…non solo viene tolta la vita a qualcuno, ma anche la giustizia e la società civile chiudono entrambi gli occhi, forse perché la vittima è un marocchino.

L’odio nei confronti degli ultimi è spesso il primo passo, poi subentra il senso di onnipotenza, di prepotenza e di prevaricazione nei confronti dei propri fratelli e delle proprie sorelle…