Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Attualità

Attualità politica, culturale e tutto ciò che succede attorno a noi

17 Gennaio, 2020 Attualità , Intercultura e Scuola no responses # , , , ,

Cafonaggine al…femminile

Cafonaggine al…femminile

Entrato in un supermercato di Treviglio per acquistare la solita zuppa di verdure che oltre ad essere molto buona, ha anche il pregio di essere già quasi pronta (basta riscaldarla).
Non ci metto molto a fare il gustoso acquisto e mi reco immediatamente all’unica cassa aperta dove c’è già una coda mostruosa. Proprio mentre sto per sottopormi al rito della coda, una cassiera si siede alla seconda cassa (assai lontana da quella aperta), mi invita nella nuova postazione e ripete la stessa cosa utilizzando questa volta l’altoparlante del supermercato.
Che fortuna! Penso tra me e me…
A questo punto sento uno spintone, cade a terra la confezione contenente una coscia di pollo al forno calda e fumante che avevo acchiappato al volo nella sezione dei pasti caldi del negozio.
Si tratta di una signora sulla quarantina che ritiene di aver subito un’ingiustizia (da me o dal negozio?) in quanto lei era già presso l’altra cassa.
E io che c’entro? Le chiedo con tono cortese.
– Stai zitto! Mi risponde, mentre spinge i miei due articoli dietro, sistemando invece la sua spesa sotto gli occhi pietrificati della cassiera.
Cari amici…sapete quanto è imbarazzante e maleducato litigare alle casse di un supermercato. Naturalmente non sono caduto nella trappola tesami dalla signora ma non ho potuto trattenermi dal dirle con voce sempre educata:
– Lei è un po’ una cafona
La sua risposta (urlata):
– Stai zitto!
A questo punto non ho più detto niente. Comunque dopo l’uscita della signora, la cassiera mi ha espresso la sua solidarietà dicendomi:
– Non poteva chiederti il permesso di passare davanti?
Appunto…perché non mi ha chiesto di cederle cortesemente il posto?
Comunque torniamo alla zuppa:, era strepitosa!

23 Dicembre, 2019 Attualità no responses

Ladro della mia propria auto?

Ladro della mia propria auto?

Sono le ore 17.30 e parcheggio la mia auto davanti al Comune di Canonica d’Adda. Attraverso velocemente la piazza poi la strada a piedi per fare una fotocopia urgente presso la Cartoleria. Di ritorno all’auto noto due anziani che stanno chiacchierando, uno dei due stringe la mano di una bambina, probabilmente la sua nipotina.
Aziono il telecomando per aprire l’auto e, appena i fari si illuminano la bambina inizia ad urlare richiamando l’attenzione del nonno.
– Nonno! La tua macchina!
Mentre sorrido un po’ divertito alla bimba anche per rassicurarla, lei sembra ancora più preoccupata. A questo punto il nonno, senza degnarmi di uno sguardo la calma e tutto torna come prima. Salgo nella macchina, allaccio la cintura, accendo il motore e torno a casa pensando alla strana scena…

6 Dicembre, 2019 Attualità no responses

Addio Charles Lembe

Addio Charles Lembe


Cari amici, oggi 6 dicembre 2019 ci ha lasciato un grandissimo musicista camerunese, uno di quelli che hanno modernizzato il Makossa. Si chiamava CHARLES LEMBE. Nato il 5 dicembre 1938 a Yabassi nella regione del Litorale, Charles Lembe inizia la sua carriera musicale nel 1960, con l’uscita della canzone “Echo du Cameroun”. L’artista ha registrato 6 album, tra cui la mitica “Voices of Africa” ​​pubblicata nel 1973 e in cui appare la canzone “Mot’a Benama” che vi invito ad ascoltare.

Ciao Charles Lembe! R.I.P.

Ecco un riassunto delle parole scritte da Charles Lembe nel brano “Mota Benama”, parole pesantissime su quello che siamo…

Che cosa siamo venuti a fare su questa terra?

Perché non c’è pace?

Perché tanta cattiveria, calunnia e ipocrisia?

C’è abbastanza spazio per tutte le specie

Solo un piccolo sforzo e ci sarebbe da mangiare per tutti

E’ vero che i leopardi e i leoni fanno peggio…

Gli omicidi e la guerra sono il tuo cibo quotidiano

Sei diventato come un animale… Sì un animale selvaggio!!!

youtube.com/watch?v=NaX0ynlhn98

4 Aprile, 2019 Attualità no responses

NON CALPESTARE IL PANE

NON CALPESTARE IL PANE

La folla inferocita che calpesta i panini destinati ai rom a Torre Maura (Roma) non lascia indifferenti quelli che credono ancora nella dignità di ogni essere umano e che non possono sopportare lo scempio compiuto su uno dei suoi alimenti più simbolici.

Oltre alla manifestazione di una cattiveria che ormai supera ogni limite, mi colpisce l’aspetto simbolico del gesto. Calpestare un alimento così semplice, importante e antico è quasi un sacrilegio e non può che generare un certo turbamento…

Mi è venuto in mente un momento molto speciale che sperimentiamo in questo periodo nella mia scuola, condividendo il pane tutti i venerdì con gli alunni. Spesso i bambini abbandonano la loro merenda mangiano volentieri il pane…

VI SUPPLICO, NON CALPESTARE MAI PIU’ IL PANE

19 Marzo, 2019 Attualità no responses # , , , ,

Salle John, il re dell’Ambass Bey e il chitarrista Julien Pestre

Salle John, il re dell’Ambass Bey e il chitarrista Julien Pestre

Il leggendario Sallé John, il grandissimo cantante e ballerino che riuscì nell’impresa di rielaborare in chiave moderna l’antico ritmo Ambass bey o ambas-i-bay del popolo Douala (costa del Camerun) ci propone una versione acustica del suo brano KAMERUN.
Alla chitarra Julien Pestre un francese appassionato dei ritmi del Camerun e Cado Muna un chitarrista camerunese.
La musica di Salle John infonde gioia e serenità e restituisce dignità e rispetto a tutte quelle piccole e grandi Afriche spesso ignorate…
Buona serata, buona visione e buon ascolto

17 Febbraio, 2019 Attualità no responses # ,

Il mio padre…

Il mio padre…

Dopo la colonizzazione tedesca che prese fine alla conclusione della prima guerra mondiale, il Camerun verrà affidato ai Francesi e agli Inglesi non più come una colonia, ma come un paese da avviare all’indipendenza (con il mandato dell’allora Società delle Nazioni). Le cose non andranno proprio così…I francesi continueranno a sfruttare il paese nella totale indifferenza della comunità internazionaleComunque durante quel periodo e dopo l’indipendenza che avverrà finalmente il 1° gennaio 1960, molti camerunesi si danno da fare per far crescere il nuovo stato. Tra questi c’è anche il mio padre, Antoine Olama scomparso recentemente…

Ecco alcuni suoi incarichi:

Maestro delle scuole cattoliche nella diocesi di Mbalmayo

• Entrata in servizio: 1 ottobre 1952

• Luoghi principale di lavoro: Missione cattolica di Akongo, Scuola cattolica di Nkol Maria.

• Fondazione di diverse scuole cattoliche diventate oggi scuole pubbliche:

– Scuola cattolica di Ekon

– Scuola cattolica di Mbeng – Scuola cattolica di Mengueme Nord

• Pensione nel 1992 dopo 40 anni di servizioAltre occupazioni:

• Fotografo e giornalista locale alla rivista francese “La Redoute”

• Agricoltore (Cacao)

7 Febbraio, 2019 Attualità no responses # , , , , , , ,

Quando la vita altrui non ha più un valore…

Quando la vita altrui non ha più un valore…

Tra i tanti, troppi fatti di cronaca di questi giorni, mi hanno colpito i seguenti:

  • La tragica scomparsa di Stefania Crotti attirata in trappola con un falso biglietto scritto dall’ex amante del marito che poi l’ha uccisa barbaramente
  • Il bimbo massacrato e ucciso di botte a Cardito (Napoli) dal patrigno, per futili motivi. Peppe aveva solo 7 anni. Si è poi venuti a saper che il povero bambino era stato lasciato agonizzante per ore sul divano, prima di morire…Orrore senza fine.
  • La vicenda del clochard marocchino di Zevio (Verona) bruciato vivo per noia in auto da due ragazzi, tutti poi assolti inspiegabilmente dal giudice.
  • Gli spari e il ferimento di Manuel Bortuzzo da parte di Lorenzo Marinelli, 24 anni, e Daniel Bazzano, 25 anni. Nel confessare il loro reato, i due criminali che qualcuno chiama balordi, chiedono scusa dicendo che hanno sparato alla persona sbagliata. Strana giustificazione: hanno forse il diritto di sparare a chi vogliono?

Di tutte queste vicende, quella del clochard è assai emblematica…non solo viene tolta la vita a qualcuno, ma anche la giustizia e la società civile chiudono entrambi gli occhi, forse perché la vittima è un marocchino.

L’odio nei confronti degli ultimi è spesso il primo passo, poi subentra il senso di onnipotenza, di prepotenza e di prevaricazione nei confronti dei propri fratelli e delle proprie sorelle…

25 Gennaio, 2019 Attualità no responses # , , , ,

Quando un papà muore…

Quando un papà muore…

Addio caro papà…mi è difficile pensare che tu non ci sia più. Lasci un vuoto profondo in tutti noi, ma anche tanta ricchezza, perché eri soprattutto un grande maestro…
Tra i valori che mi hai insegnato ci sono:
– la perseveranza e la capacità di pensare che ogni problema possa essere sempre risolto. Quando facevo 5 chilometri a piedi da Tiga a Ngomedzap, ai tempi della scuola media, mi inspiravi forza e coraggio. Tu e la mamma eravate lontani, con altri fratelli al villaggio, ma la vostra presenza era…costante vicino a me
– Il rispetto per la mamma e per ogni donna. Tu eri un po’ il saggio, il razionale, l’uomo delle soluzioni che non tradisce mai, mentre la mamma ci metteva fantasia, positività e creatività.
– lo studio e la passione di insegnare. Nonostante il magro salario da insegnante della Scuola Cattolica di Akongo, tu e la mamma avete fatto andare a scuola 10 figli e figlie! Tra questi, 4 insegnanti, mestieri che hai esercitato con passione insegnandoci ad amarlo.
– la pazienza e il silenzio: a casa nostra si chiedevano le cose una volta e tu registravi la richiesta senza dire una sola parola. Poi passava un giorno, magari due e a volte anche una settimana, poi arrivava la risposta o l’oggetto richiesto.
– Sei stata il fotografo del villaggio quando eri più giovane e poi adoravi cantare. Ti abbiamo rubato anche queste tue passioni.
Caro papà che ci hai lasciato oggi ad 85 anni, quasi ad un anno esatto della scomparsa della mamma che di anni ne aveva 79, ci mancherete tanto, ma siete stati talmente importanti nella nostra vita da sembrare sempre e comunque vivi.

7 Gennaio, 2019 Attualità no responses # , , , , ,

Incontri e scontri interculturali al supermercato

Incontri e scontri interculturali al supermercato

Sono appena tornato dal lavoro e come avviene quasi sempre, prima di tornare a casa, faccio una sbirciatina al supermercato per acquistare qualcosa di sfizioso da cucinare alla velocità della luce.

Al supermercato non ci metto molto a reperire i tre prodotti che mi assillano da quando mi sono alzato questa mattina alle 6.15.

Ed eccomi alla cassa. Davanti a me una giovane signora, apparentemente una badante, accompagnata da un signore che ha almeno 80 anni. I due hanno praticamente svuotato il supermercato.

Mentre la cassiera, sempre relax e professionale continua a scansionare i prodotti, la coda si allunga a dismisura.

Anche io, nonostante la fame che mi attanaglia lo stomaco, aspetto con pazienza che si liberi una porzione di spazio sul nastro scorrevole e appena c’è un po’ di spazio metto un divisore.

A questo punto arrivano due ragazzi senegalesi che occupano con una certa nonchalance lo spazio che mi sono meritato stando pazientemente in coda.

Con un mezzo sorriso li invito a restituirmi il maltolto e loro lo fanno senza alcuna polemica.

Nel frattempo la scansione dei prodotti dell’anziano e della badante si è conclusa.

-100 euro, dice la cassiera

L’anziano che sembra non aver sentito la voce assai squillante della cassiera viene un po’ redarguito dalla ragazza che ha un accento dell’Est:

-Hai sentito? 105 euro!

Finalmente l’anziano esce dal suo torpore e sfila dalla giacca tre biglietti, due da 50 euro e uno da 10.

Forse la cassiera avrebbe dovuto consegnargli a mano il resto (5 euro in moneta) e invece ha depositato le monete nello spazio vicino allo scanner.

Ora dovrebbe toccare a me, ma il recupero dei soldi dura un’eternità e quando il simpatico vecchietto completa il “durissimo” compito, si ferma lì e non si sposta.

-Con un sacchetto per cortesia

La cassiera mi da il sacchetto e inizia a passare i miei prodotti.

Colpo di scena!

Appena recupero i miei preziosi ravioli, l’anziano mi blocca la mano guardandomi con aria di sfida:

-Questo non è tuo! E’ mio!

Fortunatamente la badante che assiste alla scena interviene:

-Non sono nostri…ormai abbiamo messo via la nostra spesa…

Il simpatico anziano mi rivolge sentite scuse e io, per smorzare la tensione aggiungo sorridendo:

-Lei voleva fregare i miei ravioli!

Risata generale finale che coinvolge una badante dell’Est, due ragazzi senegalesi, un camerunese, due Italiani (la cassiera e l’anziano)

27 Dicembre, 2018 Attualità no responses

Milano tra bellezza e paure

Milano tra bellezza e paure

Oggi sono stato a Milano per un paio di impegni in Piazza Duomo e come sempre non ho resistito alla voglia di scattare qualche foto con il mio cellulare. Dopo il mega servizio fotografico che vi invito guardare e a commentare, sono sceso in metropolitana per tornare a casa. Proprio mentre stavo aspettando la corsa per Gessate una signora accanto alla quale mi sono fermato ha subito stretto a se la sua borsa e, non contenta del gesto che bastava a se a scoraggiare qualsiasi ladruncolo, ha iniziato a fissarmi con aria di sfida. Forse la signora pensava di essere di fronte ad un borseggiatore…Naturalmente non do per scontato nulla…ho solo condiviso le mie sensazioni…

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