Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


razzismo migranti

7 Gennaio, 2019 Attualità no responses # , , , , ,

Incontri e scontri interculturali al supermercato

Incontri e scontri interculturali al supermercato

Sono appena tornato dal lavoro e come avviene quasi sempre, prima di tornare a casa, faccio una sbirciatina al supermercato per acquistare qualcosa di sfizioso da cucinare alla velocità della luce.

Al supermercato non ci metto molto a reperire i tre prodotti che mi assillano da quando mi sono alzato questa mattina alle 6.15.

Ed eccomi alla cassa. Davanti a me una giovane signora, apparentemente una badante, accompagnata da un signore che ha almeno 80 anni. I due hanno praticamente svuotato il supermercato.

Mentre la cassiera, sempre relax e professionale continua a scansionare i prodotti, la coda si allunga a dismisura.

Anche io, nonostante la fame che mi attanaglia lo stomaco, aspetto con pazienza che si liberi una porzione di spazio sul nastro scorrevole e appena c’è un po’ di spazio metto un divisore.

A questo punto arrivano due ragazzi senegalesi che occupano con una certa nonchalance lo spazio che mi sono meritato stando pazientemente in coda.

Con un mezzo sorriso li invito a restituirmi il maltolto e loro lo fanno senza alcuna polemica.

Nel frattempo la scansione dei prodotti dell’anziano e della badante si è conclusa.

-100 euro, dice la cassiera

L’anziano che sembra non aver sentito la voce assai squillante della cassiera viene un po’ redarguito dalla ragazza che ha un accento dell’Est:

-Hai sentito? 105 euro!

Finalmente l’anziano esce dal suo torpore e sfila dalla giacca tre biglietti, due da 50 euro e uno da 10.

Forse la cassiera avrebbe dovuto consegnargli a mano il resto (5 euro in moneta) e invece ha depositato le monete nello spazio vicino allo scanner.

Ora dovrebbe toccare a me, ma il recupero dei soldi dura un’eternità e quando il simpatico vecchietto completa il “durissimo” compito, si ferma lì e non si sposta.

-Con un sacchetto per cortesia

La cassiera mi da il sacchetto e inizia a passare i miei prodotti.

Colpo di scena!

Appena recupero i miei preziosi ravioli, l’anziano mi blocca la mano guardandomi con aria di sfida:

-Questo non è tuo! E’ mio!

Fortunatamente la badante che assiste alla scena interviene:

-Non sono nostri…ormai abbiamo messo via la nostra spesa…

Il simpatico anziano mi rivolge sentite scuse e io, per smorzare la tensione aggiungo sorridendo:

-Lei voleva fregare i miei ravioli!

Risata generale finale che coinvolge una badante dell’Est, due ragazzi senegalesi, un camerunese, due Italiani (la cassiera e l’anziano)

23 Febbraio, 2018 Attualità no responses # , , ,

In giro troppi nostalgici della segregazione che sognano l’Alabama (ex culla del razzismo)

In giro troppi nostalgici della segregazione che sognano l’Alabama (ex culla del razzismo)

Mi trovo in una piccola città nella profonda provincia lombarda e sto chiacchierando in un bar con il signor A. una persona deliziosa, dai modi gentili che accompagna da anni i migranti nei loro percorsi d’integrazione. Il barista che già mi conosce ci porta il tè caldo e iniziamo la nostra riunione.

Il primo punto da affrontare con il signor A. risulta anche il più ostico. Stiamo pensando ad un progetto promosso dagli immigrati ma aperto a tutta la cittadinanza ma non riusciamo a metterci d’accordo su come chiamare gli stranieri…(Stranieri? Immigrati? Cittadini del mondo? Extracomunitari? Forestieri?). Devo dire che pur essendo straniero, questa ricerca della parola più corretta per qualificarmi è un po’ assurda. Non ho mai fatto caso a queste cose…

Non lontano dal nostro tavolo c’è un gruppo di anziani che mi fissano con sguardo e atteggiamenti circospetti. Il signor A. si accorge dei loro modi e riesce anche a cogliere le loro battute:

Questo qua è sempre in giro con i negri!

Infastidito ma con garbo, l’amico mi invita ad andare a parlare con i 4 pensionati incattiviti.

A.: Buongiorno, vi presento Henri

Un pensionato con testa abbassata: non guardo e non saluto quella gente. E poi aggiunge: avrei voluto votare per Salvini, Casapound o Fratelli d’Italia , ma il Movimento cinque stelle mi da più garanzie nei confronti di questa gentaglia.

Provo a salutare gli altri 3, solo 2 accettano il mio gesto, mentre il terzo mi nega il saluto fissandomi negli occhi e ridendomi in faccia.

Giudicate voi…