Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


Henri Olama

Operatore culturale, Artista visivo e Musicista


razzismo

Marzo 24, 2018 Attualità no responses # , , , ,

Viviamo in una società violenta?

Viviamo in una società violenta?
Sono in auto con mia figlia e stiamo tornando da Treviglio dopo un pomeriggio di gare di atletica leggera. Ad un certo punto ci troviamo davanti, una moto Harley Davidson guidata da un tipo barbuto, nel posto dietro c’è una donna.
La moto va a quasi 20 all’ora in mezzo alla carreggiata e la coppia dà la sensazione di cercare un indirizzo. A questo punto, dopo aver aspettato e aver percorso 500/600 metri, sorpasso a sinistra appena la moto si sposta a destra guardando l’ennesima villa. Compio il sorpassato dopo aver valutato lo spazio libero e la buona visibilità.
Mentre completo il sorpasso sento l’urla della donna e a questo punto il tipo barbuto si mette ad inseguirmi. Per evitare scene da film poliziesco mi fermo, abbasso il finestrino, anche per sentire cosa vuole. A questo punto e in presenza di mia figlia parte una pioggia di insulti e di offese che preferisco non riferire. Ma mi colpisce la battuta più urlata dai due cafoni:
– Impara a guidare pirla!
Due individui che guidano una moto rumorosa e che urlano più della loro moto stanno dicendo ad una persona che non ha ma preso una multa da quando guida, di imparare a guidare. Lo facessero loro, magari dopo aver imparato a non offendere pesantemente e gratuitamente un genitore davanti alla propria figlia.
Sono rimasto zitto durante tutta la sceneggiata, anche perché ogni volta che provavo a dire qualcosa mi sommergevano ancora di insulti. Finita la sceneggiata, lo stesso tipo che pretendeva che andassi a rifare la patente ha regalato a me e a mia figlia una bella inversione a U ed è tornato a cercare l’indirizzo procedendo a 20 all’ora in mezzo alla carreggiata.
Quanto siamo diventati maleducati e violenti!
Febbraio 23, 2018 Attualità no responses # , , ,

In giro troppi nostalgici della segregazione che sognano l’Alabama (ex culla del razzismo)

In giro troppi nostalgici della segregazione che sognano l’Alabama (ex culla del razzismo)

Mi trovo in una piccola città nella profonda provincia lombarda e sto chiacchierando in un bar con il signor A. una persona deliziosa, dai modi gentili che accompagna da anni i migranti nei loro percorsi d’integrazione. Il barista che già mi conosce ci porta il tè caldo e iniziamo la nostra riunione.

Il primo punto da affrontare con il signor A. risulta anche il più ostico. Stiamo pensando ad un progetto promosso dagli immigrati ma aperto a tutta la cittadinanza ma non riusciamo a metterci d’accordo su come chiamare gli stranieri…(Stranieri? Immigrati? Cittadini del mondo? Extracomunitari? Forestieri?). Devo dire che pur essendo straniero, questa ricerca della parola più corretta per qualificarmi è un po’ assurda. Non ho mai fatto caso a queste cose…

Non lontano dal nostro tavolo c’è un gruppo di anziani che mi fissano con sguardo e atteggiamenti circospetti. Il signor A. si accorge dei loro modi e riesce anche a cogliere le loro battute:

Questo qua è sempre in giro con i negri!

Infastidito ma con garbo, l’amico mi invita ad andare a parlare con i 4 pensionati incattiviti.

A.: Buongiorno, vi presento Henri

Un pensionato con testa abbassata: non guardo e non saluto quella gente. E poi aggiunge: avrei voluto votare per Salvini, Casapound o Fratelli d’Italia , ma il Movimento cinque stelle mi da più garanzie nei confronti di questa gentaglia.

Provo a salutare gli altri 3, solo 2 accettano il mio gesto, mentre il terzo mi nega il saluto fissandomi negli occhi e ridendomi in faccia.

Giudicate voi…